Esistenza come essenza,
come quid facti,
come vanita',
come nudo inconscio,
come non ragione,
come esposizione di vacuita'.
Come ricerca di pienezza.
come coro senza eco,
come ritmica priva di saviezza.
Come nulla che aggredisce il nulla.
Nuvole d'ombra
che affannano
lo spazio del muto delirio,
che tormentano
la ritmica del musicale delirio;
che strangolano silenti
le pareti bianche
del sogno spezzato;
che trucidano
d'armonica dissuasione
la Pace sospesa tra
spettri vissuti.
Lungo la strada della nostalgia
rinvengo l'umanita' ultima dischiusa in una gelida follia
:Da imberbe ceffo, alla mercè d'un furor d'assalto, passo ore e ore a incidere righe invise su fogli morenti. Così alla ricerca di un motivo nuovo, sono prigioniero in mille reti letterarie dove, a chiuse spente, s'anella il mio genio salace:
Occhi verde violenza
danzano all'angolo buio
della marca disumana...
...come dissennate pupille
ricolme d'edonè
si chiuderanno all'alba
della livida
estetica,
in una virale prigionia
dei sensi
MIEI
Dentro l'eco la potenza, la lieve grandezza, la luce buia del coraggio, l'agonia dell'attesa, la ribellione degli ultimi, la piacevolezza sconfitta, l'affronto irreale, il timore d'onore, l'ambiziosa follia, la credulità imposta, la nobiltà umile, le cambiali al Potere, l'ideologia disumana, le sembianze ieristiche, le speranze nel dopo, la rabbia tra fratelli, le passioni di carta, gli occhi chiusi di un demone, le riluttanze quotidiane, le vigliaccherie d'invidia, la bellezza e l'inferno d'amore, le discese atomiche, i covi e i roghi, le antologie del nulla, il cuore contristato, l'affetto dell'ex, l'amore freddo, il cimitero delle idee, le nuvole spente, i deserti di giubilo, le vittorie primitive, l'assunto e il credo, la verità strizzata, l'angelo malato, il suono del temporale, la sfrontatezza di un ceffo imbolsito, i guai dell'odio, le parole sussurrate al vento, il decalogo del dovere, l'uomo e la sua essenza, la terrea dissolvenza, la filosofia del perdono:
il nostro presente, il nostro futuro, il nostro passato.
Mio Sconfinato Inferno
Dinanzi a un bivio,
antepongo le incertezze dell'oggi.
Dinanzi a un bivio
covo animose pretese:
vivere o fuggire?
L'emozione nella sua nudità
o la patetica katarsi?
Ogni contatto
confondo con la metanomia;
distruggo l'estasi
in un'archetipica fuga
dagli schemi.
Ho forza e coraggio per
schivare le lame altrui.
Oggi non sono più
nella terra degli schiavi;
il padrone è crollato
in una caduta verticale,
e la forza del suo schianto
ha cancellato le orme
del mio utopico dolore.
Il dominio è ora nelle mani
di un nuovo principe
che avanza, inesorabile,
inenarrabile, tenace,
mentre io
a mani levigate
e rivoltosa aria grido:
PRESENTE
Pioggia d'estate invernale
redimi il mio livore
in un trasogno
nottambulo e ribelle
di questa stagione
nata male
e finita all'Inferno.